lunedì 16 dicembre 2013

Marmellata.

Inserico il dito nello squarcio di carne,
nel petto del corpo pallido.
Estraggo lentamente la marmellata rossastra.
Pongo dinanzi al mio sguardo il dito unto.

Profumo di ferro marcito.
Profumo di vita finita.
Bellezza destinata al ricordo.

Rifletto su ciò che quel corpo è stato.
Rifletto sui suoi turbamenti.
Sui suoi sorrisi.
Sulle lacrime versate.
Sul fatto che lui è stato.

Osservo la marmellata rossastra.

Porto il dito unto verso la sua fronte.
Una fronte che accoglieva pensieri.
Ora accoglie solo silenzio e decomposizione.

Segno quella fronte con la marmellata rossastra.

Mi chino alle labbra.
Sussurro io per loro.
Le bacio come non possono più fare.

Vorrei versare una lacrima, ma non posso.
Non posso più come non può quel corpo.

Nella mia inconsistenza ed inesistenza,
mi volto e me ne vado.
Per sempre.





sabato 30 novembre 2013

Inchiostro rosso

Le gocce di inchiostro rosso,
bruciano la pelle come l'acido.
Bruciano i momenti sospirati.
Bruciano i momenti non vissuti.

Menti incantate dall'oblio di una vita statica.
Respiri persi in parole inutili.
Momenti rarefatti da paure convenzionali.

Bevo l'acido inchiostro rosso.
Lo bevo sognando rose statiche,
piantate nei giardini del tempo fermo.
Un tempo fermo nei momenti puri.

Croci luminose segnano vite che furono,
aggrazziate da fiori recisi,
destinati alla morte.

La morte la vidi molte volte.
La morte la incontrai.
La morte mi sfiorò.

Alla nostra sinistra sta la morte,
saggia consigliera ornata di rose,
nascosta dietro vecchie porte di legno,
pronta a darci pace,
pace che dà tormento al suo pensiero

Coloro di acido rosso i miei pensieri.
Pensieri pieni di amore.
Amore puro.

Cadono le gocce di acido inchiostro rosso,
cadono dagli alberi come foglie d'autunno.

Cadono.
Bruciano.
Fanno sentire vivo il mio corpo.

Dono di una consapevolezza in cui la fine non è giunta.


giovedì 7 novembre 2013

Tormento.

Gente che sa solo leccare l'esterno.
Gente che assapora solo l'idea.
Gente che indossa il tormento come un vestito.

Un vestito diverso.
Un vestito per sentirsi diversi.
Sotto al vestito sono aria.

Fanno proprio il tormento altrui.
Lo esibiscono per accrescere la loro aria.
Se ne riempiono la bocca.
Alzano il naso.
Si atteggiano.

Pavoni neri di marcio vuoto.
Guardano avanti come i cavalli.
Cavalli con menti zoppe.
Zoppe anime finte.

Incupiscono il loro volto.
Fanno discorsi profondi.
Parlano di tormenti altrui,
letti sui libri ed ascoltati in canzoni.

Ne leccano l'esterno.
Ne assaporano solo l'idea.
Lo indossano come un vestito.

Non mordono con bocca loro.
Non si nutrono di lui.
Non lo fanno pelle.

Chinate il capo con rispetto pavoni!
Il tormento non è vanto.
Il tormento È.





martedì 5 novembre 2013

Descrizione di minuti.

L'incomprensione.
Esco.
Osservo il nuvoloso cielo.
Lieve la luce lunare dietro le nuvole.
Osservo la sigaretta accesa tra le dita.
Osservo la stella che appare tra le nubi.
Si sfoca la visione.
Tutto si rarefae.
Ondeggio alla brezza notturna.
Essenze astratte mi sorreggono.
Sorrido.
Svuoto i tormenti.
Ascolto le percezioni.
Percezioni antiche ferme nel tempo.
Cade la cenere incandescente a terra.
Avvicino il dito.
Il dito è rosso.
La cenere si spegne.
Riguardo il cielo.
Rientro.

domenica 27 ottobre 2013

Tu.

Sto cedendo.
Mi sto spezzando.
Sono stata forte quando non avrei dovuto.

Quando quello che sono è stato perso.
Quando ho svolto un ruolo non mio.
Ho perso la mia identità.

Ora brancolo nella confusione.
Respiro indefinito.
Sento la schiena spezzarsi,
sotto le mie ansie nell'affrontare ciò.

Scuoto la testa confusa.
Mi chiudo nel buio silenzio,
con la schiena al muro.

Valuto di rimanere così.
Così ho pace.
Così sto bene.

Sto cedendo.
Mi sto spezzando
Sono stata forte quando non avrei dovuto.

Tu che da lontano ti sei avvicinato,
ora mi tendi la mano.
Stringi la mia con decisione.

Fammi alzare.
Fammi staccare dal muro.
Diventa la forza della mia schiena.
Reggimi forte e con possenza.

Stringimi e rassicurami con dolcezza.
Non lasciarmi spezzare.
Fammi capire chi sono.
Modellami con forza e amore.

Fa si che tu sia l'unica cosa a cui dovermi piegare.
Piegare con rispetto e devozione.
Prendimi in proprietà.

Sto cedendo.
Mi sto spezzando.
Perché sono stata forte quando non avrei dovuto!

venerdì 25 ottobre 2013

Piaceri arrendevoli.

Il fugace momento di piacere.
Quei pochi minuti di appagamento personale...
Sono buoni minuti.
Ma buoni solo se non si trae gioia da altro.
Un altro importante!
Arrendevoli siamo alle cose facili.
Arrendevoli siamo allo spreco.
Arrendevoli dinanzi alle cose sincere.
Siamo propensi all'inganno.
Propensi all'appagamento frivolo.
Non ci lascia poi tristezza?
Siamo felici nel momento.
Poi tristi al postumo del piacere.
Sappiamo che non vale la pena sprecarsi in sacrificio della beltà eterna.
L'ingordigia in noi ci arrende.
Viviamo con colpe profonde.
Le colmiamo con facili bocconi.
Bocconi velenosi.
Dilaniamo le nostre anime fino alla fine.
Ignoriamo il nostro gesto ignorante.
Gettiamo il calore eterno per il calore istantaneo.
Bocche aperte al piacere di un attimo.
Membra atte all'orgasmo.
Lacrime per il piacere perso di una vita.
Ingordi esseri sofferenti dalle nostre scelte consenzienti!
Non incolpiamoci per la nostra bramosia di goduria facile.
Incolpiamoci della miseria che creiamo nell'animo di chi cerca il profondo piacere del sentimnto eterno!
Di chi vive cercando il Sincero!



mercoledì 23 ottobre 2013

Sangue mio.

Assaporo il sangue mio.
Quel suo gusto acerbo che sa di anima.
Inquieto.

Il taglio rosso.
Il taglio di lama grigia.
Grigia come il tempo che fu.
Taglia e segna ancora.

L'impazienza creatasi,
nell'attesa della vita vissuta.
Vita non terminata.
Vita che può terminare.
Vita che beve sangue.

Lecco!
Lecco il piacere sofferente,
dato dall'amore sognato.
Lecco il mio sangue,
sgorgante dal polso.

Sono viva.
Non mi capacito.
Esistiamo!

ANGOSCIA.

L'orrido mattino.
Attendo la fine.
Attendo la quiete dopo ore di rumore.
Attendo che i rumori vadano a dormire.

Loro.

Rumori bipedi.
Il loro chiassoso vivere.
Vivere lanciato nello scorrere del tempo.
Un tempo iniziato per terminare.

Rifletto.

Arriva la sera.
Arriva la notte.
Amata Notte!
Finalmente Respiro.
Mi abbandono al silenzio.

So che i rumori bipedi sognano.
Sognano il mondo che vorrebbero.
Sorridono nel loro silenzio.
Arresi all'arrivo del mattino.
Pronti a lanciarsi nello scorrere del tempo.

Ciclico.

Arriva la luce.
Tutto si sveglia.

MI ANGOSCIO.

giovedì 22 agosto 2013

Neve

Si sdraiò nuda sulla neve in una notte d'inverno. I fiocchi le cadevano sulla bianca pelle. Il respiro si vedeva tra il nero cielo coperto di stelle. Era nostalgicamente viva. Arrivò il mattino, e del suo respiro, solo il ricordo triste di una vita nostalgica. Ora viveva!

venerdì 9 agosto 2013

Petali

L`essere tra i rami dell`albero in una notte d`Agosto,
assapora le prime gocce del nostalgico Autunno.

Succhia la linfa notturna nel nostalgico momento dai sapori invernali.

Trae energia da momenti non vissuti,
da momenti nei giardini incolti di vecchie case abitate da spettri.

Foglie di roseti macerati nel tempo.
Gocce di sangue da caste labbra sognanti l`amore.
Spasmi di sentimenti persi nel gelido vento.

Amori gelidamente provati,
in sogni persi nel tempo.

Vite depresse  prive d`amore concreto.
Vite depresse nel nostalgico amore.

Contemplo il petalo morto,
che volteggia nel vento.

Io respiro gelo.

Amore importante che vive nostalgico nel vento.

Voglio solo amare!

Nessuo comprende!

Il mio cuore è tristemente gelo!

lunedì 22 luglio 2013

Nick Cave & The Bad Seeds - Jubilee Street (Censored Version)

Donna Rame

Il sole era alto.
Nel suo cuore era notte.
Sorseggiava rosso d`anice.
Sorseggiava ondeggiando alla sua luna nel cuore.

Gustoso e bruciante quel succo.
Lo teneva in bocca.
Bruciava la lingua dalle silenziose parole.
Bruciava la gola dalle silenziose corde.
Scendeva come un dio il rosso d`anice.
Come un dio crudele nel suo amore.
 
La mente si sgomberava.
La mente si riempiva di dolcezze malinconiche.
Di nostalgie mai vissute carnalmente.

Il giorno non esiste donna Rame.
Il giorno esiste negli occhi degli altri.
Sorseggia il tuo rosso d`anice.

Ascolta note malinconiche!
Respira con gli occhi chiusi!
Vedi il silenzio!
Guarda la notte delle stelle!
Non guardare le tenebre altrui!

Vivi il tuo malinconico sogno donna Rame.
Vivilo sorseggiando il rosso d`anice.
Vivilo con la notte nel cuore.
Vivilo ondeggiando alla luna nel cuore.
Vivilo sgomberando la mente.
Vivilo di nostalgie mai vissute carnalmente.

Vivi ricordando che il giorno esiste negli occhi degli altri!

Tu, donna Rame, AMI!

Sorseggia ancora.
Oh!sorseggia ancora!
Il rosso d`anice bagna la tua pelle bianca, colando dalle immobili labbra.
Manda in estasi gli stolti.
Manda in estai quelli che vedono il solo bagnarsi della tua pelle.
Manda in estasi gli stolti che non capiscono quello che si cela dietro al gesto.
UCCIDILI di frivolezza loro!

Un gesto amorevole donna Rame.
Un gesto per te.
Un gesto per allontanare le tenebre altrui.

Oh, donna Rame!
Sorseggia il tuo rosso d`anice!
Vivi la tua sfera!
VIVI la tua sfera che attorno ha tenebra!

Sorseggia il tuo rosso d`anice, donna Rame.
Restami malinconicamente felice!
Io non potrei vivere!

lunedì 1 luglio 2013

Tamburo.

Frenetico il tamburo batte nella cassa toracica.
Frenetico il tamburo vibra nelle viscere.
Frenetico il tamburo contrae le membra.

Frenesia interna che lacera l'essenza.
Frenesia interna che provoca vomito.
Frenesia interna che infetta le cervella.

La frenesia del tamburo che ti fa danzare la notte.
La frenesia del tamburo che ti fa danzare per la luna.
La frenesia del tamburo che ti fa danzare per esseri paralleli.

BATTIMI DENTRO E PORTAMI VIA!

Rullami l'anima che nel tempo è diventata fecale.
Rullami il cervello che nel tempo si è addormentato nel gregge.
Rullami il cervello che da materia grigia vuol diventare materia psichedelica.

Curami la sociopatia portandola ad essere uno stato benefico.
Curami il corpo portandolo ad essere luce.
Curami l'istinto di essere umano.

RULLAMI DENTRO E DISTRUGGI L'ESTERNO!







mercoledì 26 giugno 2013

Vento

Lo guardi con la pelle
Ti parla
Lo guardi con la pelle
Vibra
Lo guardi con la pelle
Entra
Esce.

Lo ascolti con la testa
Ti parla
Lo ascolti con la testa
Vibra
Lo ascolti con la testa
Entra
Esce.

Lo catturi con l'addome
Ti parla
Lo catturi con l'addome
Vibra
Lo catturi con l'addome
Entra
Resta.

Lo senti con l'esistenza
Esiste dentro.

Le prime volte ti incanta
Le prime volte ti entusiasma
Le prime volte ti rapisce e ti riporta.

A lungo andare rapisce e non ti riporta
A lungo andare vive in te.

Il vento dell'esistenza è il tuo essere
Il vento dell'esistenza porta la realtà ad essere sogno
Questo sogno lo ami perché esisti nella realtà del vento.

Diventi il tutto della realtà del vento che gli altri chiamano sogno.

martedì 11 giugno 2013

domenica 2 giugno 2013

"INTERNATIONAL SHOW, WORK IN PROGRESS, CONTEMPORARY RINGS" mostra sull`anello nell`arte contemporanea. "REGENERATION"


concetto dell'opera: la parte centrale nera e verde, rappresenta la terra distrutta che lentamente si riprende, mentre il filo di rame è l'energia che dal nucleo ancora vivo, sale a dare energia rigenerando ciò che è stato distrutto.

 materiali: rame e fimo fuso con gomma da serigrafia.

"To be unique" Palakiss Vicenza oro, Maggio 2013. "ROSSO"


Spilla "Rosso". Ispirandomi alla lava che fuoriesce da un vulcano dormiente, ho voluto rappresentare un lato interiore di noi stessi che si risveglia dandoci nuovi stimoli. Il nero, fatto in fimo, rappresenta la nostra chiusura verso questo stato assopito, mentre il rosso, fatto in gomma per serigrafia e pietre artificiali, simboleggia questo lato che si fa strada per uscire.

martedì 12 febbraio 2013

Design 20.13 Palakiss Vicenza, Gennaio 2013 "Empty human"



Rappresentazione de "L'Uomo Vuoto" ispirata alla visione di questo nella "realtà non ordinaria" nello sciamanismo Tolteco, descritta nei libri dell'antropologo Carlos Castaneda.

materiali: gomma di silicone, rame,filo gommato.

lunedì 11 febbraio 2013

Rosso

Bianca
Candida
Pura

Attraversando il tunnel si avvicinava alla contaminazione

Bianca
Candida
Pura

Attraversato il tunnel era già contaminata

Lungo il percorso esterno al tunnel inciampava
Lungo il percorso esterno al tunnel annaspava
Lungo il percorso esterno al tunnel sopravviveva

Densa era la gelatinosa aria nera che l'avvolgeva
Scivolava viscidamente tra essa con il suo essere
Soffocava
Inciampava
Annaspava
Sopravviveva

Solo sotto la neve bianca tornava candida
Candida ma con il cuore freddo
Candida con l'animo gelo

Rossi vermi di raso scesero perforando la nera aria di gelatina
Rossi vermi di raso la ghermirono dolcemente
La ghermirono accarezzando i suoi bianchi seni
La ghermirono avvolgendo le sue candide cosce
La ghermirono avvolgendo il suo nobile collo
La ghermirono riscaldando il suo tremante cuore

Strinsero.
Il respiro soffocato la colorì rendendola viva
La risvegliarono

Gemette.

La neve divenne lame

Ruscelli di rubino la accarezzavano
Ruscelli scarlatti rendevano affascinante la sua bianca pelle

Profumava di Amore.